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Sisma in Abruzzo: iniziative parlamentari




Proposta di legge per Commissione di inchiesta

Proposta di legge per l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull'adeguatezza delle procedure e degli edifici pubblici di recente costruzione dell'Aquilano rispetto alla prevenzione dei danni da terremoto.
Testo della Proposta di legge




Interrogazione a risposta scritta sull'Ospedale "San Salvatore" de L'Aquila

MELCHIORRE, R. MERLO, TANONI. – Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno, al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Per sapere - premesso che:

È nota al mondo intero, oltre che all’Italia, la scandalosa vicenda del disastro dell’Ospedale “San Salvatore” dell’Aquila, in parte crollato, in massima parte dichiarato inagibile ed evacuato a seguito del terremoto del 6 aprile. La scossa ha tagliato i pilastri del reparto di Farmacia e il cemento si è sgretolato; i malati sono stati evacuati in altri ospedali o nelle tendopoli, e con loro moltissimi feriti dal sisma sono necessariamente delocalizzati altrove, lontano dalla loro città e dall’assistenza dei familiari in un momento difficilissimo per tutta la popolazione.
È inutile ricordare che questo ospedale è stato inaugurato nel 1999, appena dieci anni fa, e che avrebbe dovuto essere realizzato secondo le tecniche antisimiche: sia perché è in una zona a massimo rischio sismico, sia perché si tratta di cautele imposte dalla legge, specialmente per gli edifici pubblici, sia perché si tratta di un edificio “strategico”, cioè destinato a rispondere alle esigenze collettive primarie proprio in caso di emergenza.
Al contrario, questo ospedale - la cui costruzione è durata senza alcuna valida giustificante oltre trenta anni - è divenuto in un attimo l’emblema del disastro amministrativo ed edilizio italiano: dell’inadeguatezza del progetto esecutivo, della cattiva qualità dei materiali impiegati, del costo spropositato rispetto a quello programmato, del lucro senza freni sugli appalti di opere pubbliche, dell’inconsistenza dei controlli sui lavori edili, della insufficienza dell’offerta sanitaria rispetto a quella pianificata, della vacuità dei collaudi, dello spregio delle leggi e della più elementare prudenza costruttiva.
È dato di cronaca che la Procura della Repubblica dell’Aquila ha aperto un’indagine al riguardo. Ne attendiamo con la massima attenzione i risultati. Ma se è quella la sede per l’accertamento delle responsabilità individuali, nondimeno è quella parlamentare la sede per conoscere, e senza indugio, quali siano le omissioni, le violazioni, le inadeguatezze amministrative e contrattuali che sono alla base del diastro e la cui conoscenza ufficiale si impone; e per sapere quali siano le iniziative, anche risarcitorie, che le amministrazioni appaltanti intendano assumere nei confronti delle imprese appaltatrici.
È del resto noto che nel 2000 quest’ospedale formò negativo oggetto della relazione finale della Commissione d'inchiesta parlamentare «sugli ospedali incompiuti».

- quali siano modalità tecniche del disastro del complesso a seguito del sisma;
- per quali ragioni e in quali termini non siano state rispettate dalle imprese appaltatrici le regole antisismiche nella costruzione;
- se, in quanto opera “strategica”, sia stata verificata entro il termine stabilito (2008) la rispondenza del complesso alle regole stabilite in materia;
- quali siano le omissioni amministrative e contrattuali, sia nel corso dei lavori ad opera della direzione dei lavori che nella fase di collaudo, e quali le iniziative, anche giudiziarie nei confronti delle imprese appaltatrici, che riguardo ad esse le competenti amministrazioni, statali e territoriali, intendano intraprendere e in quali tempi.

Roma, 9 aprile 2009
On. Daniela Melchiorre
On. Ricardo Antonio Merlo
On. Italo Tanoni



Interrogazione a risposta scritta sui beni culturali nella aree colpite dal sisma in Abruzzo

MELCHIORRE, R. MERLO, TANONI. –Al Ministro per i Beni e le attività culturali

Per sapere - premesso che:

Il disastroso terremoto del 6 aprile ha danneggiato in modo gravissimo la quasi totalità del patrimonio culturale aquilano. Oltre alle emergenze principali, vale a dire le chiese e gli edifici monumentali, è stato colpito un intero tessuto edilizio storico, dal centro dell’Aquila ai centri minori circostanti, a un’infinità di beni culturali sparsi e di edifici singoli o aggregati.
Individualmente considerati, diversi di questi ultimi possono non apparire di particolare pregio, tanto da non essere interessati dal alcun vincolo come bene culturale; nondimeno nel loro insieme compongono una caratteristica identitaria assoluta ed irripetibile di quel paesaggio appenninico.
È evidente che la demolizione, cui moltissimi di questi edifici sarebbero esposti applicando regole di cautela eccessive quanto facili e diffuse, priverebbe per sempre quel territorio dell’impronta storica e architettonica e lo spoglierebbe irrimediabilmente del suo carattere, generando un danno spropositato, sia in termini culturali che in termini turistici, vale a dire economici.
Altrettanto si dica circa le riparazioni che verranno eseguite nella fase di ricostruzione, dove l’uso di tecniche approssimative e non attente a questi valori rischierebbero di aggiungere ulteriore danni per gli edifici che si salveranno dalla demolizione: così come, ad esempio, troppo spesso è avvenuto nella ricostruzione umbra dopo il terremoto del 1997.

Per conoscere dal Ministro per i beni e le attività culturali quali urgenti cautele egli intenda imporre per evitare siffatti danni al patrimonio culturale diffuso e al turismo abruzzese, sia direttamente sia intervenendo su altre amministrazioni, riguardo alle demolizioni e alle riparazioni post-terremoto.

Roma, 9 aprile 2009
On. Daniela Melchiorre
On. Ricardo Antonio Merlo
On. Italo Tanoni



Interrogazione a risposta scritta sulla Casa dello Studente de L'Aquila

MELCHIORRE, R. MERLO, TANONI. – Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno

Per sapere - premesso che:

Il sisma che nella notte tra il 5 e il 6 aprile ha colpito la regione Abruzzo, segnatamente la provincia dell’Aquila, ha provocato gravissime perdite umane e danni ingentissimi.
In particolare, tra i numerosi immobili colpiti dal sisma, si è registrato il crollo della Casa dello studente, immobile sito nel centro dell’Aquila in Via XX Settembre 46, destinato alla ricezione e all’ospitalità di 119 studenti.
A seguito di tale crollo che ha comportato nei due giorni successivi all’evento anche la decisione di disporre la demolizione dell’intero edificio per motivi di sicurezza, almeno 7 ragazzi hanno perso la vita sotto le macerie dell’edificio.
Risulta dal racconto dei superstiti e dalle numerose notizie riportate sulla stampa che la tragedia di cui in premessa risultasse evitabile in virtù di diversi elementi pregressi rispetto al verificarsi del crollo dell’edificio, prima fra tutti, la circostanza secondo cui già da ottobre si fossero evidenziate delle crepe sulle pareti della suddetta struttura.
Le altre costruzioni site in l’Aquila e destinate all’ospitalità di studenti non hanno registrato danni analoghi rispetto a quello occorso alla Casa dello Studente


Se l’immobile Casa dello studente sia di proprietà privata,  (sono state riportate ripetute notizie relative alla titolarità dell’immobile da parte dell’ADSU - Azienda per il diritto agli studi universitari)  o pubblica (sono state riportate, altresì, notizie circa la titolarità della regione Abruzzo).

Se è vero che la qualificazione di servizio di pubblica utilità per gli immobili destinati alla ricezione degli studenti e non di servizio pubblico abbia consentito che tali edifici venissero edificati in zone sismiche.

Se i lavori che hanno interessato l’immobile dal 1999 al 2001, determinandone la chiusura, siano stati di carattere strutturale ovvero  diretti anche all’obiettivo del rispetto della normativa antisismica prevista sin dal 1974, oppure siano stati esclusivamente funzionali alla mera estetica o alla immediata ricevibilità degli studenti.

Se è vera la circostanza secondo cui pochi giorni prima del sisma un architetto avrebbe compiuto un sopralluogo presso la suddetta struttura e per quale motivo a seguito di essa nulla fosse stato segnalato alla dirigenza dell’azienda che gestiva la Casa dello Studente né alle   competenti autorità di vigilanza quali Vigili del Fuoco e Protezione Civile.

Se le autorità cittadine che hanno proceduto in data 31 marzo all’evacuazione delle scuole della città dell’Aquila, non avessero dovuto emettere ad analogo provvedimento nei confronti della Casa dello Studente.

Roma, 9 aprile 2009
On. Daniela Melchiorre
On. Ricardo Antonio Merlo
On. Italo Tanoni










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Pubblicato su: 2009-04-16 (1400 letture)

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